LE TRADIZIONI, GLI AVANZI E I CROSTINI DI POLENTA CON SCAMORZA, CACCIATORINO E PESTO DI CAVOLO NERO

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Il Patrono del mio paese di origine è San Biagio, che si festeggia il 3 febbraio. Che poi in realtà io sarei nata a Milano, ma sono cresciuta a Ruvo di Puglia. E a Ruvo di Puglia il Patrono è San Biagio. Le tradizioni legate al culto di San Biagio sono: andare a messa e baciare una reliquia a forma di polso del santo, sbirciare le bancarelle che ci sono fuori dalla Cattedrale del paese, comprare la fettuccia benedetta (un nastrino di raso colorato che protegge la gola), comprare i fricidduzzi benedetti (che sarebbero dei tarallini a forma di mano, piede, cappello da vescovo, bastone del santo). Quando io ero piccola i fricidduzzi si facevano in casa, si portavano a cuocere al forno e poi si portavano a benedire. E mamma mia quanto erano buoni…

Quando mi sono trasferita in Lombardia ho scoperto che il patrono di Monza è San Biagio. Coincidenza inaspettata. Il 3 febbraio a Monza, ma anche a Milano e dintorni, in ogni famiglia sbuca fuori da chissà dove un pezzetto di panettone che è stato conservato da Natale sino a quel giorno. Bisogna mangiarlo il giorno di San Biagio perché protegge la gola. Il detto popolare è che “San Bias benedis la gola e èl nas”.

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All’inizio questa usanza la trovavo un po’ strana. Forse perché pensavo che conservare il panettone per un mese fosse un po’ troppo…Quando ho visto che in realtà il panettone rimane perfettamente buono e commestibile, mi sono convertita e con fiduciosa accettazione inzuppo nel latte il mio pezzetto di panettone la mattina di San Biagio. In verità, se dovessi ricordarmi io, il panettone potrebbe anche arrivare al Natale dell’anno dopo, ma per fortuna ho un brianzolo in casa che zitto zitto mette da parte il panettone e, senza che io mi sia accorta mai della sua esistenza, lo tira fuori al momento giusto.

Il fatto che questa tradizione abbia ad oggetto quello che fondamentalmente è un avanzo mi ha fatto riflettere ancora una volta sull’importanza di non sprecare il cibo. A casa mi hanno sempre insegnato che il cibo non si butta e che, salvo rare eccezioni, tutto può essere riutilizzato con risultati più che gustosi. Anche il piatto di oggi nasce in fondo da alcuni avanzi.

La polenta istantanea era un avanzo dell’ultimo dell’anno, quando l’ho preparata come accompagnamento di lenticchie e cotechino. Il salamino è quello che ho comprato il giorno dell’Immacolata dal mio fornitore ufficiale insieme al cotechino. La scamorza me l’ha portata mia mamma a Natale (ovviamente era sotto vuoto perchè quella di certo un mese non avrebbe resistito). Il cavolo nero lo avevo lessato qualche giorno prima e aspettava con ansia la sua destinazione. E allora ho pensato a questi crostini che si sono rivelati davvero gustosi e ben assortiti, nel senso che il sapore dolciastro della polenta ben si abbina molto bene all’amarognolo del cavolo nero e al sapore intenso del cacciatorino. Eccovi quindi la ricetta (del riciclo) di oggi.

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CROSTINI DI POLENTA CON SCAMORZA, CACCIATORINO E PESTO DI CAVOLO NERO

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INGREDIENTI  (per 9 crostini ):

  • 190 g di polenta istantanea
  • 1/4 di scamorza
  • 1/4 di salame cacciatorino
  • 1 manciata abbondante di cavolo nero lessato
  • 25 g di mandorle senza pellicina
  • 25 g di Grana Padano già grattugiato
  • olio qb
  • sale

…………………………

COME SI FA:

  1. Preparate il pesto di cavolo nero. Sgocciolatelo leggermente e mettetelo nel mixer insieme alle mandorle e al formaggio grattugiato. (Quando faccio i pesti preferisco che il formaggio sia già grattugiato perché non mi piace sentire i piccoli pezzettini di formaggio sotto i denti. Ciò succede se nel mixer si mette il formaggio a pezzettoni.) Aggiungete quindi il sale e un filo d’olio. Frullate fino ad ottenere un composto di una consistenza abbastanza liscia perché dovrete farne cadere qualche goccia sui vostri crostini e sarà più facile con una consistenza meno densa. Aggiungete acqua fino al raggiungimento della consistenza desiderata. Con il pesto che vi avanzerà potrete tranquillamente condirci della pasta per 4 persone.
  2. Preparate la polenta seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Quando sarà pronta versatela su una leccarda o in una teglia e spianatela fino ad avere uno spessore di circa 1 cm.
  3. Quando si sarà raffreddata, ricavate dei medaglioni con un coppapasta.
  4. Tagliate la scamorza a piccoli cubetti e posizionateli sui crostini. Fatela stessa cosa col salamino.
  5. Infornate a 200 gradi per 10 minuti o comunque fino a quando la scamorza si sarà sciolta e il salamino sarà diventato leggermente croccante e fate raffreddare per qualche minuto.
  6. Fate cadere qualche goccia di pesto sui vostri crostini e servite.

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