AGOSTO, LA LENTEZZA E LE CIPOLLE DI TROPEA IN AGRODOLCE SOTT’OLIO

Cipolle-in-agrodolce-sott'olio

Quando si parla di conserve e sott’olii spesso si è portati ad immaginare una certa ambientazione… Una cascina in campagna, una bella tettoia all’aperto, fiori e piante tutt’intorno, il silenzio spezzato solo dal rumore delle cicale, un leggero venticello a rinfrescare dalla calura di fine estate, tanta frutta o verdura poggiata alla rinfusa sul tavolo, il leggero sobbollire delle pentole sul fuoco…Quasi che il tipo di preparazione richieda una certa calma che solo chi vive in campagna può permettersi..

Per fortuna anche certe convinzioni inconsce si possono sovvertire…A volte l’ambientazione è diversa, ma questo non significa che debba essere necessariamente meno suggestiva. Ok: la cascina non c’è. E non c’è neanche la tettoia. Direi che i fiori e le piante anche se un po’ meno che in campagna. Però il venticello c’è, la verdura anche e anche il leggero sobbollire. Il silenzio poi è quello stupendo della città vuota in agosto…

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Se non si vive in città si fa fatica a comprenderlo. Potrebbe anche mettere tristezza. Anche a me prima faceva quest’effetto. Ma per chi vive tutto l’anno nel caos, il silenzio di questi giorni assume una veste totalmente nuova. Significa poter smettere di correre, significa riascoltare solo i rumori della natura perché non nascosti dal traffico, significa poter improvvisare la serata senza studiare strategicamente percorsi o zone di parcheggio, significa poter passeggiare senza doversi far strada nella folla, significa che la pizza la puoi mangiare nell’unico posto rimasto aperto e quindi puoi andare dritto lì senza troppi pensieri, significa passeggiare di sera e sentire l’eco dei propri passi sul selciato, significa far rallentare la mente e pensare che adesso ci si può davvero fermare perché, anche se volessimo correre, non potremmo perché tutti gli altri sono fermi fino a settembre.

Se le vacanze sono già state fatte a luglio e se ad agosto si sceglie di riprendere la vita con calma e assaporare gli ultimi sprazzi d’estate, in tutto questo rallentare il lusso di preparare la marmellata, o la conserva, o le verdure sott’olio è un qualcosa a cui davvero non si può rinunciare. Anche se non si è in campagna. Anche se lo si fa da una diversa angolazione.

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E allora per rientrare alla quotidianità dopo le ferie e ricominciare a smanettare in cucina non potevo scegliere altro modo. Eccomi quindi a preparare una delle mie ricette preferite: le cipolle di Tropea in agrodolce sott’olio. La padrona di questa ricette non sono io ma appena le ho assaggiate è stato amore. Certo, poteva sembrare una vittoria facile visto che io mangerei cipolle di Tropea in continuazione. Ma la combinazione cipolle-agrodolce poteva non essere così scontata. E invece io amo pure l’agrodolce! Perciò questa è diventata una delle ricette di famiglia, quelle che si tengono insieme alle ricette della nonna, quelle che si tengono nel libricino scritto a mano, quello che si impatacca perché lo sfogli mentre hai le mani sporche, insomma quello lì…

Queste cipolle sono ottime per accompagnare il carpaccio di pesce ma fanno la loro sporca figura anche come contorno in generale. Senza contare che possono essere un bel pensiero per una cena a casa di amici o per fare un regalo in occasione delle feste natalizie (tanto per volersi organizzare per tempo). Eccovi quindi la mia ricetta.

Cipolle-in-agrodolce-sott'olio

CIPOLLE DI TROPEA IN AGRODOLCE

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INGREDIENTI (per 5 barattoli di media dimensione):

  • 1 k di cipolle di Tropea
  • 1 l di aceto di vino rosso
  • 1 l di acqua
  • 200g di zucchero
  • 100 g di uvetta
  • 70 g di pinoli
  • 3 rametti di rosmarino
  • 2 peperoncini interi
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva q.b.

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COME SI FA:

  1. Procuratevi dei barattoli ben puliti e asciutti. Non lesinate sul numero perché il numero che ho indicato sopra è soltanto indicativo.
  2. Pulite le cipolle e tagliatele a spicchi di medie dimensioni.
  3. Portate ad ebollizione l’aceto, l’acqua, lo zucchero e una presa di sale. Aggiungete quindi le cipolle, l’uvetta e i peperoncini tagliati a pezzi. Cuocete per 5-7 minuti.
  4. Scolate le cipolle e sistematele sulla leccarda ricoperta di carta da forno. Fatele asciugare nel forno a 100 gradi per 30 minuti. Poi fate raffreddare.
  5. Aggiungete i pinoli, il rosmarino tritato e, se necessario, altro sale.
  6. Sistemate le cipolle nei barattoli e ricoprite con l’olio. Lasciate aperti i barattoli per 24 ore.
  7. Chiudete quindi i barattoli e procedete con la sterilizzazione. Sistemateli in una pentola (potrebbero servirne due). Sistemate un canovaccio in modo tale da non far sbattere i barattoli l’uno con l’altro. Riempite la pentola con acqua fredda finché i barattoli non saranno ben coperti. Portate ad ebollizione e da questo momento fate bollire per 30 minuti. Lasciate i barattoli nella pentola fino a quando l’acqua non si sarà raffreddata. Asciugate i barattoli e riponeteli in dispensa. Queste cipolle sono ottime con del carpaccio di pesce.

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