TANTI MODI DI VIVERE L’ESTATE, I MIEI SALUTI E L’INSALATA DI CECI, SGOMBRO E PEPERONI

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Ognuno vive l’estate a modo suo. E questo è ovvio. Però è anche vero che ognuno vive l’estate nel modo che gli è consentito dal luogo in cui vive. Il fatto è che, avendo vissuto per lunghi periodi in tre posti diversi, ho avuto modo di osservare tre modi totalmente diversi di vivere l’estate.

L’estate in Puglia, a Ruvo di Puglia, significa prendere la macchina e farsi una ventina di minuti di strada per passare una giornata al mare. Significa anche poter scegliere tra sabbia e scogli. Basta solo allungare un pochino il tragitto. Significa indubbiamente avere a disposizione uno dei più bei mari d’Italia. Ma può anche capitare che il ruvese medio non abbia voglia del mare. In tal caso le domeniche si trascorrono in campagna, impegnati prevalentemente a preparare il pranzo, divorare il pranzo, digerire il pranzo. Diciamo che le tre operazioni richiedono in media quelle 8-9 ore. Ma non c’è da preoccuparsi. Il tempo passa in fretta perchè tutte le operazioni sono allietate dalle chiacchiere con cugini, nonni e altre persone di cui talvolta si ignora il grado di parentela o di conoscenza. Il ruvese medio è solito anche passare le serate a prendere il fresco seduto su una panchina in compagnia di pochi amici, un buon gelato e il silenzio della sera. I piatti immancabili nell’estate pugliese sono: la parmigiana di melanzane, le friselle con pomodoro, origano e olio, la focaccia con la mortadella e il provolone.

Nelle Marche, a Senigallia, direi che la scelta è una sola. Mare, mare, mare. Il senigalliese medio ad aprile è già pronto ad aprire la stagione. La prima cosa che fa è sistemare il giardino o il balcone e posizionarci tavolo e sedie. Terminata questa operazione si dedica alla tintarella. Vurria mai che quando arrivano i milanesi bianchi come le mozzarelle possano coglierli impreparati e impedirgli di prenderli in giro. Il senigalliese medio torna dal lavoro e si fionda in spiaggia. A momenti va al lavoro in bermuda perchè per lui l’estate è un ininterrotto susseguirsi di giornate di vacanza, anche se lavora. E questo ovviamente dura da aprile fino alla Fiera, perchè quando subito dopo Ferragosto arriva la fiera puntualmente piove e vuol dire che l’estate è finita. I piatti immancabili nell’estate senigalliese sono: la pizza da asporto al sabato sera (perchè chi ha voglia di cucinare dopo tutta una giornata in spiaggia!), la piadina sfogliata con erbe e salsiccia (ma la salsiccia deve essere quella di Furcinon, noto macellaio della città), il bombolone con la crema (da comprare rigorosamente dalla stessa bancarella che ogni anno è presente alla Fiera).

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L’estate milanese/monzese per me è ancora tutta da scoprire. Ma qualcosa l’ho già capita. A Milano il mondo si ferma ad agosto. Anche se ormai ci sono persone che in ferie ci vanno a luglio, tutto va concluso prima di agosto. Il che se si va in vacanza ad agosto è una sfiga, ma se si va in vacanza a luglio è una figata. Niente traffico, niente caos sui mezzi, tempi dimezzati per tutti gli spostamenti. E anche la stupenda sensazione di essere quasi i padroni della città. Fantastico..Ma torniamo a noi. Ho capito anche che il lombardo medio trascorre l’estate in tre posti: la Liguria, il lago (a seconda di dove abita sceglierà se andare a Como, a Lecco, sul lago di Garda o sul lago Maggiore) e la Valtellina. Tendenzialmente il top del relax lo raggiunge al lago (cosa che uno abituato solo al mare trova decisamente inconcepibile). Credo che ricorra al mare giusto quando il caldo è assolutamente insopportabile, o se ha esigenza di iodio per un qualche motivo, o giusto per cambiare meta ogni tanto. Poi c’è la Valtellina. Poche ore da Milano e sei già in montagna. E li il lombardo medio si scatena. Alla prima pioggia freme dalla voglia di fare polenta e ossobuco. Cerca di contenersi ma con scarsi risultati. E non dimentichiamoci la puntatina di shopping a Livigno dove fa incetta di prodotti (detassati e non) tra cui alcool, profumi, tisane di montagna, giubbotti di pelle, prodotti tecnologici, zucchero e dulcis in fundo il dado della Knorr in mille varianti tedesche che in Italia di solito non si trovano. I piatti immancabili dell’estate lombarda sono: gli spaghetti con il pesce di lago (tipo il lavarello), i casoncelli bergamaschi (che anche in estate non si può non mangiarli) e ovviamente i pizzoccheri come li fanno in Valtellina.

Per quanto mi riguarda vivo la mia estate un po’ in bilico. Provo a fare la parmigiana, ma non è uguale a quella della mia mamma. Compro la piadina sfogliata ma non ho a disposizione la salsiccia di Furcinon. Provo a gustare il pesce di lago ma continuo a preferire quello di mare.

Per salutarvi e augurarvi buone vacanze oggi vi propongo questa insalata di ceci, sgombro e peperoni. La ricetta l’ho inventata io. E mi sembra davvero adattissima per una bella cena estiva tra amici. Credo anche che andrà bene ovunque voi siate e in qualunque modo vogliate vivere la vostra estate. Un abbraccio a tutti voi e arrivederci a presto.

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INSALATA DI CECI, SGOMBRO E PEPERONI

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INGREDIENTI:

  • 300 g di ceci già cotti (o in scatola)
  • 2 scatolette di sgombro sott’olio
  • 1/2 peperone rosso
  • 1/2 peperone giallo
  • 1/2 cipolla di Tropea
  • una manciata di olive taggiasche
  • il succo di 1 limone
  • 4 cucchiai abbondanti di olio evo
  • sale
  • pepe nero
  • qualche grano di pepe di Sichuan
  • una decina di foglioline di basilico

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COME SI FA:

  1. Affettate la cipolla di Tropea e mettetela in un piatto pieno di acqua. Servirà a renderla meno forte e più digeribile.
  2. Lavate per bene i peperoni, tagliateli a piccoli pezzetti il più possibili uniformi e fateli rosolare per 5 minuti in una teglia ben oliata. Fateli raffreddare per bene.
  3. Mettete in una ciotola capiente i ceci che avrete precedentemente sgocciolato.
  4. Sgocciolate lo sgombro dal suo liquido di conservazione e aggiungetelo ai ceci.
  5. Unite i peperoni, la cipolla e le olive taggiasche.
  6. Preparate una citronette mescolando l’olio con il succo di linone, una presa di sale e il pepe nero nella quantità desiderata.
  7. Pestate nel mortaio qualche grano di pepe di Sichuan.
  8. Condite l’insalata con la citronette e mettetela in frigo per 10 minuti, giusto il tempo di rinfrescarla un po’. Sistematela quindi in un piatto da portata, cospargetela con il pepe di Sichuan e le foglioline di basilico e servite.

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