Migliaccio dolce napoletano. Un Carnevale senza fritto

Migliaccio-dolce-napoletano

Finalmente in tempo!!! Evviva!!! Bisogna festeggiare!!! E’ Carnevale e io oggi, perfettamente in tempo, preparo il migliaccio dolce napoletano.

Ormai lo sapete…le feste comandate mi risultano alquanto difficoltose. E se con il Natale riesco più o meno a starci dietro, il resto per me è assoluta fatica. Non faccio in tempo a pensare che il Natale è passato che eccoci a Carnevale. E subito dopo Carnevale c’è la festa della donna, e poi c’è la festa del papà, e poi c’è Pasqua. In un susseguirsi che per me è praticamente senza sosta.

Che poi io non sono mai stata una ritardataria. Agli appuntamenti arrivo sempre con almeno  10 minuti di anticipo. E quindi fino a qualche tempo fa non mi spiegavo perchè ogni volta cascassi dal pero. Poi ho pensato che forse, più che il momento della festa, io mi godo di più il dopo. Magari la gente normale direbbe il prima (come il buon vecchio Leopardi nel Sabato del villaggio…) e un po’ lo pensavo anche io. Ma poi mi sono resa conto che il prima mi crea ansia da prestazione e alla fine lo vivo come un obbligo…E qualsiasi cosa viene sentita come un obbligo, anche se piacevole, non porta alcun tipo di gioia. Il dopo, invece, è rilassante. Se le cose sono andate bene è bello ripensarci come ad un qualcosa finito bene. Se le cose sono andate male, si può cancellare l’evento dalla memoria e sentirsi sollevati che sia finito.

E allora, mentre sono lì che mi godo il dopo, mi ritrovo già nel dentro della nuova festa. Quest’anno però sono stata proprio brava. Ho gestito l’ansia da prestazione delle feste natalizie, me le sono vissute senza troppe aspettative e quindi sono andate alla grande e dopo mi sono ritagliata un po’ di tempo per ricominciare con calma. E in questa calma stavolta sono arrivata in tempo.

Il migliaccio dolce mi ha incuriosito per un motivo molto semplice…Perchè non è fritto. E ciò non vuol dire abbia qualcosa contro il fritto. Tutti i dolci fritti di Carnevale sono indubbiamente strepitosi. Ma sono anche abbastanza noti. Anzi: in verità i dolci di Carnevale che conosco sono quasi tutti fritti. Il migliaccio invece no.

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Inoltre il migliaccio è tipico della cucina napoletana. E già per questo non è detto che tutti lo conoscano. Io stessa del resto ne avevo solo vagamente sentito parlare. E quindi mi è sembrato innovativo, nonostante sia un dolce dalle origini molto antiche. Sono convinta che ogni napoletano o campano conserva nel cassetto la ricetta del migliaccio della nonna. Ovviamente si chiama migliaccio perchè nell’antichità si preparava appunto con il miglio. Adesso, invece, si prepara con la semola rimacinata che, insieme alla ricotta e all’aroma degli agrumi crea una combinazione praticamente perfetta.

Quella di oggi non è proprio la ricetta tradizionale ma è leggermente rivisitata per ottenere un composto più morbido,  meno compatto ed esteticamente più bello. Ma se proprio volete cimentarvi con la ricetta tradizionale cliccate qui. In entrambi i casi otterrete un dolce morbido, goloso ed aromatico. Se siete a dieta, potete anche preparare il migliaccio senza ricotta in modo da ottenere un dolce un pochino più dietetico. E se amate di più il salato sappiate che sono moltissime in rete le ricette di migliaccio salato. Ad ogni modo, in qualcunque modo lo vogliate preparare, sarà il dolce ideale per festeggiare il Carnevale. Eccovi allora la ricetta del migliaccio dolce napoletano.

Migliaccio-dolce-napoletano

Migliaccio dolce napoletano

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INGREDIENTI (per una teglia da 24 cm):

  • 200 g di semola  di grano duro
  • 500 ml di latte fresco intero
  • 400 ml di acqua
  • 400 g di ricotta
  • 4 uova
  • 250 g di zucchero
  • la scorza e il succo di una arancia
  • la scorza di mezzo limone
  • 40 g di burro
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella e un po’ di vaniglia (facoltativi)
  • zucchero al velo

COME SI FA:

  1. In un tegame mettete il latte, l’acqua, il sale e il burro. Aggiungete la scorza degli agrumi grattugiata, la cannella e la vaniglia. Quando il composto sarà giunto quasi all’ebollizione, versate la semola a pioggia e mescolate con una frusta a mano. Proseguite per qualche minuto finché il composto non si addensa.
  2. Mettete il composto  in una teglia larga e bassa coperto da pellicola e riponetelo in frigorifero ma solo fino a che non si intiepidisce.
  3. Nel frattempo separate i tuorli dagli albumi e stacciate la ricotta con un colino a maglie strette.
  4. Montate i tuorli con lo zucchero. Aggiungete quindi il succo d’arancia la ricotta setacciata e la semola fatta raffreddare.
  5. Montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto. Mescolate per bene dall’alto verso il basso.
  6. Accendete il forno e impostate la temperatura di 180 gradi.
  7. Imburrate e infarinate una teglia  a cerniera da 24 cm, versate il composto e cuocete per circa 60-85 minuti o comunque fino a quando la torta non assumerà un colore dorato in superficie. fate comunque la prova dello stecchino sopratutto al centro. Se durante la cottura vi sembra che la torta si stia colorando troppo cpritela con un foglio di alluminio. Spolverate con zucchero a velo e servite

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