Soda bread (o Pane al bicarbonato) al formaggio e fichi. Ricomincio da qui

 

Soda-bread-al-formaggio-e-fichi

Ricomincio da qui. Da un semplicissimo soda bread o pane al bicarbonato. Tanto per dirla all’italiana. Ricomincio da qui. Ricomincio con la mia velocità. Ricomincio da un’idea di semplicità. Da un modo diverso di concepire il pane. Da un libro che mi ha fatto cambiare prospettiva…

Gennaio è per sua natura un mese che si presta ai buoni propositi, a cambi di rotta, a nuovi inizi, a nuovi modi di pensare…Per me quest’anno gennaio  significa tempi più lenti e un ritmo di vita più umano. Non tanto da un punto di vista reale, ma molto più da un punto di vista mentale. Significa cioè essere più concentrata su di me, sui miei pensieri, sui miei progetti, sui miei tempi. E soprattutto evitare che la baraonda intorno possa turbarmi. Ci sono cose a cui è giusto dare attenzione ma altre per cui vale davvero la pena disinteressarsi. Cordialmente, ma con decisione.

In questo contesto, che già meditavo da un po’ (vi ricordate il Natale in modalità scialla?) mi sono immersa di nuovo e con immensa gioia nel mondo della bravissima Sabrine D’Aubergine e in particolare nel suo nuovo libro “Il fornaio della domenica”. Mi è piaciuto davvero moltissimo, anche più degli altri suoi libri, che già erano veramente belli. A questo punto vi chiederete cosa ha di particolare rispetto agli altri libri sul pane…

Soda-bread-con-formaggio-e-fichi

Quello che è diverso è l’approccio. Semplicemente quello. Il libro parla del pane nel suo complesso, da quello più semplice a quello più complicato. Non è un semplice elenco di ricette ma fornisce spunti interessantissimi sulla storia del pane. Da quello più basico (il soda bread che si prepara appunto con il bicarbonato di sodio) a quello più complesso (quello con la pasta madre), passando attraverso quelli intermedi (pane con lievito di birra e pane con i licoli) con spunti varii sulle lievitazioni miste e sull’anarchico pane di segale. Un approccio che ho trovato quasi geniale, che ha fatto breccia nel mio cuore e mi ha portato a riflettere su alcune mie errate convinzioni.

In tempi ormai abbastanza lontani il pane per me rappresentava un qualcosa a cui approcciarsi senza troppi timori, d’istinto, in maniera rilassata. Ho sempre pensato che, esclusi i casi di panetti duri come mattoni a causa di grossi difetti di lievitazione, un pane fatto in casa possiede sempre e comunque un valore aggiunto. Poi, col passare del tempo, ho iniziato a “battere” nuove strade di panificazione giungendo fino ai licoli e alla pasta madre. Anche qui, all’inizio, ho avuto un approccio abbastanza incosciente e devo dire che i risultati sono stati abbastanza soddisfacenti. Le ricette che ho inserito nel blog sono tutte con licoli e pasta madre e non sono per niente male. Poi è successo che, nella mia ricerca del “meglio” ho scoperto tante cose nuove, tanti procedimenti, tanti accorgimenti. E invece di essere più contenta sono andata in crisi. Tutto mi sembrava complesso e soprattutto troppo lungo per essere inserito nei ristretti tempi di una donna che lavora a tempo pieno. E allora ho smesso di fare il pane. Semplicemente. Ho smesso perché non mi sentivo all’altezza. Ho continuato a custodire gelosamente la mia pasta madre ma il pane non lo facevo più. E questo mi rendeva molto triste…

Soda-bread-con-formaggio-e-fichi

Ma poi ho letto “Il fornaio della domenica”, ho meditato e ho capito che il pane buono non è solo quello con la pasta madre e con trenta milioni di accorgimenti. Ho capito che quel tipo di pane non può sempre fare parte del mio mondo. E’ bellissimo ed buonissimo ma io non ho sempre il tempo che serve per seguire pedissequamente la procedura. E se questo vuol dire che non devo più panificare, io non ci sto. E allora torno alle cose semplici. Al lievito di birra. O addirittura al soda bread che è ancora più facile. Perché panificare deve dare gioia, e io volevo riprendere ad essere felice. Anche nell’imperfezione di un pane non perfettamente in forma, o con qualche crepa, o con qualche buco in meno, o con la crosta non sufficientemente croccante.

La ricetta di oggi ha svolto perfettamente il suo compito. Mi ha resa molto felice….E’ tratta dal libro di Sabrine con solo qualche piccola modifica. Per prepararla è necessaria la pentola di ghisa, che è utilissima per tutti  i pani, ma per questo è assolutamente necessaria visto che il composto è parecchio molle. Nel caso siate interessati ad acquistarla ma, come me, non siete dei fan sfegatati e dovete ancora capire se vi piace o no, vi suggerisco quella dell’Ikea. Con soli 50 euro avrete un prodotto perfettamente in grado di svolgere la sua funzione.

E allora, visto che oggi ho chiacchierato davvero molto, la smetto e vi lascio  alla ricetta del soda bread al formaggio e fichi.

Soda-bread-con-formaggio-e-fichi

Soda bread (o pane al bicarbonato) al formaggio e fichi

…………………………

INGREDIENTI (per 1 pagnotta):

  • 300 g di farina 0
  • 200 g di farina di farro e grano saraceno
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • 150 g di formaggio (io ho usato il pecorino fresco della Val Metauro)
  • 100 g di fichi secchi
  • 220 g di yogurt greco freddo
  • semola (per la pentola di ghisa)

COME SI FA:

  1. Accendete il forno a 250 gradi. Cospargete di semola il fondo della pentola di ghisa e peparate la lametta o il coltello per incidere il vostro pane.
  2. Setacciate le farine e il bicarbonato in una ciotola capiente. Aggiungete lo zucchero e il sale e mescolate per bene.
  3. Tagliate il formaggio a cubetti e i fichi a rondelle e aggiungeteli alle farine.
  4. Miscelate in una ciotola a parte il latte e lo yogurt, poi aggiungeteli velocemente alle farine versandoli in un colpo solo.
  5. Mescolate con un cucchio. Buttate tutto su un piano infarinato e cercate semplicemente di tenere insieme l’impasto e compattarlo con le mani. Non va impastato e questa ioperazione deve durare non più di due minuti.
  6. Sistemate la pagnotta nella pentola, spolverizzatela con la farina e incidetela  croce. Il coltello farà un po’ fatica ma il vostro meglio sarà sufficiente. Chiudete con il coperchio e infornate.
  7. Fate cuocere per 50 minuti, poi togliete la pentola dal forno, togliete il coperchio e valutate se cuocere ancora per 10-15 minuti. Il pane deve essere ben cotto, con una bella crosta non cedevole al tatto.
  8. Lasciate intiepidire (il formaggio all’interno può essere molto bollente).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...