IL FLAGELLO DELLE CENE NATALIZIE AZIENDALI, IL PIACERE DI UN EVENTO RACCOLTO E LA SBRISOLONA SALATA ALLA CURCUMA, CAROTE E PINOLI

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Questa è la settimana delle cene natalizie aziendali. O delle cene con gli amici…Qualcuno avrà preso il toro per le corna e avrà pensato che era meglio anticipare. Quindi il dente se lo sarà già tolto. Ma tendenzialmente il momento in cui fioccano questo tipo di eventi è proprio questo.

Visto il periodo decisamente frenetico, sono entrambi due eventi parecchio impegnativi. Ma la cena aziendale è un vero flagello…A prescindere dalla simpatia dei colleghi o del capo, sono convinta che in molti declinerebbero volentieri l’invito. Per almeno tre motivi, che mi sembrano sicuramente sufficienti.

Primo motivo: siamo tutti stressati. Ammettiamolo. Al lavoro ci viene chiesto il massimo per raggiungere gli obiettivi annuali, a casa bisogna pensare ai regali, alla preparazione di pranzi e cene, a sedare gli animi familiari e ricomporre qualche dissapore che rischia di compromettere l’uscita indenni dalle festività. Cose così. Poi è chiaro che esistono persone con ritmi più tranquilli o lavori più facili o situazioni più serene.

Secondo motivo: nei ristoranti si mangia male. E si. Perchè non è che non ci sono ristoranti dove si mangia bene ma alle cene aziendali esiste un imperitivo irrinunciabile: trovare un posto capace di contenere un numero elevato di persone. E talvolta per ottenere questo, bisogna sacrificare la qualità del cibo. Ma fin qui poco male, se non fosse che poi il terzo motivo unito al secondo, rende la situazione abbastanza spiacevole.

Terzo motivo: si paga un patrimonio. Perchè è chiaro. Qualcuno se ne approfitta. E finisce che a Milano, in un posto qulunque, per mangiare un antipastino, un piatto di pasta e un dolcetto superi abbondantemente i 50 euro.

Ma vogliamo anche aggiungere un quarto motivo? Tipo quel collega che proprio proprio non ti va giù e che cercherai di evitare per tutta la cena onde impedire che la cena diventi pure indigesta?

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Un po’ meno drammatica è la cena con gli amici. Per quanto i primi tre motivi di scontento ci siano anche qui, si presuppone che loro ci stiano almeno un po’ simpatici! 🙂

Io, dalla mia, ho un elemento a favore: io adoro i miei colleghi. Ovvio, non tutti. Ma c’è un gruppetto che merita tutto l’affetto possibile, proprio come una famiglia. Perciò, se riesco, mi impegno a essere presente. Perchè loro se lo meritano.

Ma se per avventura, qualcuno, mosso da un istinto profondo, volesse andare controcorrente e per caso riuscisse e a organizzare qualcosa di diverso, un evento più raccolto, con i colleghi che gli piacciono davvero o con gli amici che ama, in cui ognuno porta qualcosa da mangiare, qualcosa di semplice, da sbocconcellare mentre si chiacchiera o si gioca a carte, questa sbrisolona salata alla curcuma, carote e pinoli potrebbe essere la scelta giusta. Come anche, se confezionata in miniporzioni, potrebbe essere la scelta giusta per un dono goloso. Conservata in frigo in un sacchetto alimentare riesce a mantenersi bene anche per qualche giorno.

Perchè il bello delle piccole cose è ciò che conta di più. Perchè il Natale, quello vero, è quello che trascorri con chi ami e con chi ti piace, in cui mangi pientanze capaci di confortarti ma di stupirti allo stesso tempo, in un ambiente in cui ti senti accolto e rilassato. Meglio di questo, non credo ci sia molto altro.

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SBRISOLONA SALATA ALLA CURCUMA, CAROTE E E PINOLI

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INGREDIENTI (per una teglia da 24 cm):

  • 100 g di farina di mais fioretto
  • 100 g di farina 0
  • 100 g di grana padano grattugiato
  • 1 tuorlo
  • 100 g di burro
  • 100 di carote
  • 20 g di pinoli
  • curcuma
  • timo
  • sale
  • pepe

…………………………

COME SI FA:

  1. Tostate i pinoli in una padellina antiaderente senza condimento per 3-4 minuti, finchè saranno leggermente dorati. Fateli raffreddare.
  2. Imburrate e infarinate uno stampo da 22 cm.
  3. Accendete il forno a 180 gradi.
  4. Riunite e mescolate in una ciotola le due farine, mezzo cucchiaio di curcuma, mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di pepe macinato, il timo e il grana grattugiato.
  5. Unite il tuorlo leggermente sbattuto e il burro freddo a pezzetti. Impastate con la punta delle dita fino a ottenere un composto sbriciolato.
  6. Aggiungete le carute pulite e grattugiate, una parte dei pinoli e impastate nuovamente per amalgamare gli ingredienti.
  7. Sistemate il composto nella teglia comprimendolo leggermente sul fondo e lungo i bordi e lasciandolo più sbriciolato al centro e in superficie. Cospargete coi pinoli rimasti.
  8. Cuocete per 25 minuti, finchè saranno leggermente dorate.

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