IL PARADOSSO FRANCESE, IL DILEMMA DELL’ONNIVORO E LA QUICHE SEMI INTEGRALE CON SPINACINI, PERE E FORMAGGIO COMTE’

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“Gli americani si stupiscono quando scoprono che alcune culture le cui scelte culinarie sono guidate dalle usanze e dal piacere della tavola, e non dalle scienze dell’alimentazione o dal marketing, sono in realtà più sane – nel senso che presentano una minore incidenza di patologie legate alla dieta. Il caso più famoso è il cosiddetto “paradosso francese”, che naturalmente per i francesi non è affatto tale, come fa notare Paul Rozin. In America lo definiamo “paradosso” perché l’esempio francese – un popolo che tracanna vino e adora il formaggio e che ciò nonostante presenta tassi di malattie cardiocircolatorie e obesità minori del nostro – è una sfida al dogma alimentare nazionale, che considera certi cibi ricchi di sapore alla stregua di veleni (oggi tocca ai carboidrati, un tempo ai grassi), senza capire che il modo in cui si mangia, e cosa proviamo al momento di mangiare, potrebbe essere alla fine importante quanto il cibo stesso. I francesi mangiano molti piatti in teoria poco salutari, ma lo fanno seguendo regole antiche e ferree: piccole porzioni, niente bis, niente spuntini o merendine; non mangiano quasi mai da soli, e una cena o un pranzo sono un momento sociale, lento e piacevole. In altre parole, in Francia la cultura del cibo riesce ad aggirare il dilemma dell’onnivoro, permettendo a tutti di godersi un pasto senza rovinarsi la salute.”

                                                                                       Michael Pollan – Il dilemma dell’onnivoro

“Il dilemma dell’onnivoro” è un libro che tutti dovrebbero leggere…ma mi rendo conto di chiedere troppo. Riformulo: “Il dilemma dell’onnivoro” è un libro che chi si occupa di cibo, per lavoro o per diletto, dovrebbe leggere.

Questo libro, che io trovato davvero piacevolissimo, si propone di fornire risposta a una semplice domanda: cosa mangiare per pranzo?…Per un italiano o un francese la risposta è molto facile, per un americano forse lo è un po’ meno. Ma andiamo con ordine…

Il libro è diviso in tre parti in cui vengono esaminate le principali catene alimentari che nutrono oggi gli esseri umani: quella industriale, quella pastorale e quella tradizionale che fa capo alla caccia e alla raccolta. Nella prima parte l’autore si occupa della “catena industriale” e narra le vicende di una partita di mais nel suo lungo viaggio dall’Iowa alla sua destinazione finale, un pasto comprato al fast food e consumato velocemente in auto. Nella seconda parte viene esaminata la “catena pastorale”, con particolare attenzione anche alla necessaria distinzione tra “biologico” e “biologico industriale”. In sostanza viene descritta la storia di due pasti biologici molto diversi: uno preparato con prodotti biologici acquistati in un supermercato, l’altro preparato esclusivamente con i prodotti di una fattoria biologica dell Virginia. La terza parte descrive una sorta di catena alimentare neo-paleolitica che parte dai boschi della California e si conclude in una cena preparata esclusivamente con i prodotti cacciati, raccolti o coltivati dall’autore stesso.

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All’inizio il libro si pone come un vero e proprio saggio…Ma dopo diventa un qualcosa di più. Senza alcun pregiudizio, Pollan si pone domande a 360 gradi sul mondo dell’alimentazione, sulla sua storia, sulle emozioni, sulle implicazioni morali e filosofiche, sul nostro rapporto con la natura e ci accompagna per mano in un viaggio affascinante e pieno di spunti di riflessione.

Una delle considerazioni che mi ha colpito di più è proprio quella che ho riportato all’inizio. Il rispetto della nostra tradizione culinaria, così come per i francesi, ci preserva in parte dal dilemma dell’onnivoro e ci consente di goderci il pasto senza rovinarci la salute.

Per caso, mentre leggevo questo libro, mi sono imbattuta nella ricetta della quiche con spinacini, pere e formaggio Comté e mi è venuto automatico prepararla. In omaggio alla cucina francese, alla sua tradizione e alla regola del paradosso. Formaggio francese, pere e quiche. Più francese di così non si può. Non starò qui a parlarvi delle caratteristiche del formaggio Comté. Potete tranquillamente dpcumentarvi in rete. Sappiate soltanto che è uno dei formaggi francesi più amati ed è davvero squisito. Eccovi quindi la ricetta della quiche.

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QUICHE SEMI INTEGRALE CON SPINACINI, PERE E FORMAGGIO COMTE’

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INGREDIENTI (per una teglia da 24 cm):

Per la pasta brisè:

  • 150 g di farina 0
  • 100 g di farina integrale
  • 100 g di burro
  • 70 g di acqua fredda
  • 1 pizzico di sale
  • prezzemolo tritato

Per il  ripieno:

  • 180 g di spinacini
  • 1 porro medio
  • 2 uova
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • 100 g di formaggio Comté
  • 1 pera matura
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • noce moscata

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta brisè. In una ciotola o in un robot da cucina mescolate le farine e il sale. Unite il burro, l’acqua e il prezzemolo tritato.  Lavorate velocemente l’impasto l’impasto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare almeno 1 ora in frigorifero.
  2. Preparate il ripieno. Lavate gli spinacini e scolateli. Pulite il porro e tagliatelo a fettine. Scaldate 3-4 cucchiai di olio in una padella antiaderente e fate rosolare il porro per 5 minuti. Aggiungete gli spinacini, un pizzico di sale, una macinata di pepe e una grattatina di noce moscata. Proseguite la cottura fino a quando gli spinacini saranno appassiti e l’acqua evaporata. Ci vorranno 7-8 minuti. Mettete da parte le verdure e lasciate raffreddare.
  3. Sbattete le uova in una ciotola, insaporite ancora con la noce moscata, unite lo yogurt e il parmigiano. Mescolate il composto. Aggungete infine gli spinacini e amalgamate bene.
  4. Private il formaggio della crosta e tagliatelo a dadini. Stendete la pasta brisè con il matterello e disponetela nella teglia foderata con carta da forno. Riempitela con il formaggio e il composto di spinacini. Completate con la pera tagliata a spicchi e un’altra grattatina di noce moscata. Ripiegate quindi i bordi della pasta all’interno.
  5. Cuocete nel forno già aldo a 190 gradi per 30-35 minuti, fino a quando sarà dorata. Fate intiepidire e servite.

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