COME TENERE A BADA LA VOGLIA DI MARE…IL TIROPSOMO GRECO

Tiropsomo

Secondo me ho proprio voglia di mare…Perchè altrimenti la recente proliferazione di ricette greche su questo blog non troverebbe spiegazione. Si, vabbé, ho la cognata greca. Ma non può essere solo quello.

La verità è un’altra. E’ che, pur essendomi sempre definita una che non ama molto il mare, dopo dieci anni in un posto di mare, sono diventata proprio come quelli che, se a maggio non vanno già in spiaggia, muoiono.

E non è neanche solo una questione di farsi un bagno. Che se fosse quello, ci sarebbe l’opzione piscina. E’ che io il mare lo devo poter guardare dal balcone di casa…E se devo fare la camminata a passo veloce per la prova costume, la devo fare al lungomare…E se devo riflettere, lo devo fare camminando al molo fino ad arrivare alla statua della sirenetta (ebbene si, anche a Senigallia c’è una statua della sirenetta)…E se devo prendere la tintarella, non esiste lampada che tenga. Devo rosolarmi in spiaggia. Perchè sennò non è lo stesso. Insomma sono diventata proprio una fanatica.

Tiropsomo

Tiropsomo

Provo inutilmente a cercare un’alternativa chiedendo agli amici brianzoli e milanesi cosa fanno loro quando arriva questo periodo. Purtroppo non ricevo risposte soddisfacenti. Loro sono nati qui e hanno sempre vissuto qui…questa esigenza proprio non la sentono…se non per quelle due settimane in cui vanno a Senigallia e gli abbronzatissimi autoctoni li prendono in giro perché sono delle mozzarelle. Lo facevo anche io…Adesso però sono vittima della legge del contrappasso. Adesso la mozzarella sono io…

Per fortuna che con la mente si può vagare. Ed evidentemente il mio inconscio non fa che vedere il mare azzurro (proprio come quello greco), le case bianche (proprio come quelle greche), i pranzi all’aperto (con l’insalta greca e gli spiedini di agnello)….Insomma, cose così.

La ricetta di oggi è una specie di focaccia. Dico “una specie” perchè in realtà è a metà tra una focaccia e una torta. E’ salata come una focaccia ma ha la cosistenza morbida di una torta. Al suo interno il sapore acidulo della feta e in superficie la croccantezza dei semi di sesamo (la ricetta tradizionale prevede il sesamo bianco ma io ho voluto dare una nota alternativa di colore con il sesamo nero). Si chiama tiropsomo e si cuoce in forno. Ma, se volete, potete anche prendere cucchiaiate di impasto e friggerle direttamente nell’olio bollente. E questa è cosa sicura…me l’ha detta mia cognata! 🙂 E allora eccovi la ricetta…

Tiropsomo

IL TIROPSOMO GRECO

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INGREDIENTI (per una teglia da 28 cm):

  • 250 g di farina
  • 1 bicchiere di olio
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • 500 g di feta
  • 4 uova sesamo nero (o bianco)
  • fette biscottate tritate
  • sale

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COME SI FA:

  1. Riunite in una ciotola la farina setacciata con il lievito, l’olio e iniziate a mescolate. Unite anche il latte tiepido, le uova, un pizzico di sale e mescolate ancora. Infine aggiungete la feta sbriciolata. Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
  2. Ungete una teglia del diametro di 28 cm, versate l’impasto e livellatelo per bene. Cospargetelo con uno strato di fette biscottate tritate e sesamo.
  3. Cuocete nel forno preriscaldato a 230 gradi per 30 minuti o comunque fino a doratura.

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