LA NEVE, LA FEBBRE E I LORO INSOSPETTABILI EFFETTI BENEFICI. TORTA SEMI-INTEGRALE CON SEMI DI PAPAVERO E CONFETTURA DI RIBES NERO

Inverno-Parco-di-Monza

Un paio di settimane fa è arrivata la neve. E anche la febbre. Quasi in contemporanea. Che dire? Lì per lì uno si arrabbia. Ma poi inizia a pensare che forse non è poi così male. E che la neve e la febbre hanno in comune una cosa. Ti costringono a rallentare. O addirittura a fermarti. Per il tempo necessario. E questo tempo di riposo e, se vogliamo, anche di purificazione, ti consente dopo di apprezzare tutta una serie di cose che, tuo malgrado, stavi iniziando a non vedere più.

Mi rendo conto che, da un anno a questa parte, non faccio altro che raccontarvi di quanto sono stressata e di quanto il mio corpo mi stia chiedendo il conto. Ma davvero negli ultimi tempi non sapevo più a che santo votarmi. Per essere positiva, mi sono fatta persuasa (per dirla con Montalbano) che gli ultimi malesseri, tra cui soprattutto la febbre, abbiano rappresentato il punto più basso, il momento catartico in cui butti tutto fuori e poi inizi a risalire.

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Inutile dire che, nei giorni in cui sono stata a casa, mi sono imposta di stare ferma anche quando mi sentivo meglio. Mi sono fatta grandi scorpacciate delle tre cose che servono per guarire: divano, copertina e quantità spropositate di tv. Perché se è vero che divano e copertina rimettono in sesto il fisico, è anche vero che la tv svuota il cervello e rimette in sesto pure la testa.

Per quanto riguarda il cibo ho puntato ovviamente su cosine tranquille, quelle tipiche di quando uno è malato, pastina con l’olio o riso in bianco. C’è da dire che a casa mia la disputa tra riso in bianco e pastina con l’olio non è mai priva di tafferugli. Del resto se gli inquilini della casa sono una pugliese e un lombardo è fatale che finisca così. A casa mia, quando ero piccola e stavo male, la mamma mi faceva rigorosamente la pastina con l’olio. A casa sua, quando era piccolo e stava male, la mamma gli faceva il “risino dei malati”.

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Lo scambio di battute è immancabilmente il seguente: “Non mi sento bene. Mi faccio una pastina con l’olio”. “La pastina? Ma non è un po’ pesante? Non è meglio il risino dei malati…” Alla fine, per ristabilire la pace familiare, abbiamo deciso che, per par condicio, una volta si fa la pastina e un’altra volta si fa il risino dei malati. E non se ne parli più.

Dopo qualche giorno di copertina e divano, di tv e testa vuota e di pastina e risino non ne potevo più. Evidentemente la mia purificazione aveva fatto il suo corso. Il tutto suggellato da una conversazione con mia mamma e dalla frase “Mamma voglio andare a lavorare, mi mancano i colleghi e ricordamelo quando ti dico che non ho voglia di alzarmi al mattino”.

Inverno-Parco-di-Monza

La guarigione è stata definitivamente sancita da una bella passeggiata nel parco. La neve si era in parte sciolta ma è stato comunque suggestivo stare all’aria aperta, sentire l’aria frizzantina sulla faccia, riapprezzare il piacere di camminare senza meta, fermandosi a guardare il muschio o le foglie secche o i residui di neve.

Ed è stato ancora più bello tornare a casa e mangiare una bella fetta di una torta casalinga, aromatica e briosa. Aromatica grazie ai semi di papavero. Briosa grazie al sapore leggermente acidulo della confettura di ribes nero. Un bel modo per festeggiare il rientro in pista! Ed eccovi quindi la mia ricetta di oggi.

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TORTA SEMI-INTEGRALE CON SEMI DI PAPAVERO E CONFETTURA DI RIBES NERO

…………………………

INGREDIENTI (per una teglia da 20 cm):

  • 270 g di burro
  • 220 g di zucchero
  • 5 uova + 1 tuorlo
  • 110 g di panna
  • 110 g di semi di papavero
  • 1 bacca di vaniglia
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 120 g di farina 0
  • 100 g di farina integrale
  • 2,5 cucchiaini di lievito chimico
  • 300 g di confettura di ribes nero
  • zucchero al vero

COME SI FA:

  1. Iniziate a montare burro e zucchero con la planetaria o con un frullino.
  2. Aggiungete le uova e il tuorlo e continuate a mescolare.
  3. Aggiungete quindi la panna, la scorza di limone, i semi di vaniglia, e i semi di papavero.
  4. Aggiungete infine le farine alle quali avrete mescolato il lievito chimico. Mescolate il tutto con una spatola. Non servirà la frusta perchè il composto sarà abbastanza solido.
  5. Imburrate e infarinate una teglia da 20 cm e versateci dentro l’impasto. Livellatelo per bene.
  6. Riscaldate il forno a 180 gradi e cuocete per 1 ora. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura della torta. Sfornate e fate raffreddare per bene su una gratella.
  7. Quando la torta sarà fredda, tagliatela a metà e farcitela con la confettura di ribes. Cospargete quindi la superficie con abbondante zucchero al vero.

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